lunedì 29 luglio 2013
domenica 7 luglio 2013
Io Sono il Verbo
Tutto vibra con una frequenza. Una frequenza è una frequenza. È la suddivisione molecolare del problema, per così dire. Tuttavia, noi sappiamo di cosa stiamo parlando e se diciamo che è la base, noi semplicemente intendiamo che quando vibrate a una frequenza, quella è la frequenza a cui voi siete allineati e, quando siete allineati a una frequenza, attirate a voi quella frequenza. Cioè, quella è l’esperienza che avete di voi stessi e che anche gli altri hanno di voi. Quindi, il fatto che siate in frequenza non è difficile. La domanda, allora, sarà: quali frequenze sono a vostra disposizione e che cosa vogliono dire? Cioè, cosa vuol dire essere nel Cristo a una certa frequenza di tonalità? La tonalità implica risonanza e quando qualcosa risuona, quel qualcosa è in allineamento con se stesso e richiamerà a sè tonalità, frequenze, espressioni del Cristo che vibrano allo stesso livello. Dunque la frequenza cristica, è una frequenza superiore di cui molte persone si sono appropriate indebitamente, come se ne avessero avuto il diritto e ne hanno fatto le fondamenta cristiane di una religione, una religione a cui, sfortunatamente, nel corso del tempo si sono allineate persone con modalità errate. Ma, una volta che vai oltre la religione e capisci che il Cristo è una consapevolezza, è una frequenza, è un dono fatto all'uomo dal creatore a cui allinearsi, allora cominci ad avere un'esperienza molto diversa nel capire che sei. Non ci può essere nessun Cristo nell'uomo se l'uomo non si allinea al Cristo. E' lì, come in un silenzio, finchè non viene risvegliato e quando è risvegliato ha un'unico dovere e cioè di ricercare se stesso realizzandosi. Nessuno è senza il Cristo. Lui non ha tralasciato nessuno. Nella forma c'è un modo per accedere a questa frequenza.
Quando parliamo del Cristo, intendiamo il Cristo come una creazione del Sè Divino che dimora nell'uomo nella sua pienezza. Gesù è semplicemente una personificazione del Cristo, una manifestazione del Cristo in pienezza insieme a tanti altri che sono ascesi a quel livello di comprensione e di frequenza.
da Io Sono Il Verbo di PAUL SELIG
questo libro esorta ogni individuo ad innalzarsi ad un più alto livello di autostima e conoscenza di sè, promuovendo a sua volta un cambiamento radicale nella consapevolezza del pianeta.

giovedì 20 giugno 2013
mercoledì 19 giugno 2013
Il Lavoro
Allora un contadino disse: Parlaci del Lavoro.
Ed egli rispose, dicendo; Voi lavorate per tenere il passo con la terra e con l'anima della terra.
Poichè essere oziosi è diventare stranieri alle stagioni, uscire dal corso della vita che procede con maestà e con fiera umiltà verso l'infinità.
Quando lavorate siete come un flauto che nel suo cuore volge in musica il sussurro del tempo.
Chi tra voi vorrebbe essere una canna muta e silenziosa quando ogni altra canta insieme all'unisono?
Vi è sempre stato detto che lavorare è una maledizione, la fatica una sventura. Ma io vi dico che quando lavorate voi portate a compimento una parte del sogno più remoto della terra, che vi fu data in sorte quando quel sogno stesso ebbe origine.
E nel sostenere voi stessi con la vostra fatica voi amate in verità la vita stessa, E amare la vita attraverso quella fatica è essere tutt'uno con il suo segreto più profondo.
Ma se voi dite, mentre penate, che nascere è un'afflizione e il peso della carne una maledizione scritta sulla vostra fronte, allora io vi rispondo che nulla tranne il sudore della vostra fronte laverà ciò che vi è scritto.
Vi è stato anche detto che la vita è tenebre, e nella vostra stanchezza vi è l'eco di ciò che da tali uomini stanchi vi fu detto. Ed io vi dico che davvero la vita è tenebre se non vi è slancio, E ogni slancio è cieco se non vi è conoscenza, E ogni conoscenza è vana se non vi è un operare, E ogni operare è vuoto se non vi è amore; E quando operate con amore legate voi a voi stessi, e ad ogni altro, e a Dio.
E che cos è operare con amore?
E' tessere l'abito con i fili tirati dal vostro cuore, come se avesse ad indossarlo il vostro amato.
E' costruire una casa con amorevolezza, come se l'amato dovesse far dimora in quella casa.
E' spargere semi con tenerezza e raccogliere le messi con allegria, come se l'amato dovesse mangiarne il frutto.
E' soffiare il respiro del vostro animo su tutto ciò che forgiate,
E sapere che tutti i morti beati sono intorno a voi e vigilano su di voi.
Spesso vi ho udito dire, come se parlaste nel sonno: "Chi lavora col marmo e scopre nella pietra la forma della sua propria anima, è più nobile di colui che ara la terra. E chi afferra l'arcobaleno per distenderlo su una tela in un'effigie umana, è superiore a chi fabbrica sandali per i propri piedi".
Ma io vi dico: non è nel sonno ma è nella pienezza del meriggio che il vento parla non più dolcemente alle querce giganti che al più piccolo di tutti i fili d'erba; E che solo è grande chi volge la voce del vento in un canto reso più dolce dal suo proprio amore.
Operare è amore reso visibile. E se non riuscite ad operare con amore ma soltanto con disgusto, meglio sarebbe lasciare quel vostro lavoro e sedere alla porta del tempio e ricevere l'elemosina di coloro che operano con gioia. Poichè se cuocete il pane con indifferenza, cuocerete un pane amaro, che sfamerà solo a metà la fame dell'uomo. E se spremete l'uva controvoglia, il vostro malanimo distillerà veleno nel vino.
E se anche cantate come angeli, ma non amate il cantare, renderete sordo l'orecchio dell'uomo alle voci del giorno e alle voci della notte.
Gibran
Gibran
Gibran
sabato 15 giugno 2013
Il Comprare e il Vendere
E un mercante disse: Parlaci del Comprare e del Vendere.
Ed egli rispose e disse:
La terra vi offre i suoi frutti, e voi non patirete indigenza se solo saprete come riempirvene le mani.
E scambiandovi i doni della terra che troverete abbondanza e sarete soddisfatti.
Ma se lo scambio non sarà con amore ed equanime giustizia, non condurrà che alcuni all'ingordigia ed altri alla fame.
Quando voi, lavoratori del mare e dei campi e delle vigne incontrate sulla piazza del mercato i tessitori, i vasai e i venditori di spezie, invocate allora che lo spirito supremo della terra intervenga tra voi a santificare bilance e calcolo, di modo che pesi e valori si corrispondano.
E non lasciate che chi ha mani sterili partecipi alle vostre transazioni, perchè costoro venderebbero le loro chiacchiere per la vostra fatica.
Dovreste dire a tali uomini: " Venite con noi nei campi, o recatevi con i nostri fratelli al mare a gettare la vostra rete: Poichè la terra e il mare saranno con voi generosi come con noi".
E se colà verranno i danzatori e i cantanti e i suonatori di flauto, ebbene, comprate pure i loro doni.
Poichè anch'essi sono raccoglitori di frutti e d'incenso, e ciò che essi vi recano, benchè fatto di sogni, è di ornamento e alimento alla vostra anima.
E prima di lasciare la piazza del mercato, badate a che nessuno vada via a mani vuote.
Poichè lo spirito supremo della terra non dormirà in pace nel vento finchè i bisogni dell'ultimo tra voi non siano soddisfatti.
Gibran
Gibran
Gibran
giovedì 30 maggio 2013
Conoscenza
E un uomo disse: Parlaci della Conoscenza.
Ed egli rispose, dicendo: I vostri cuori conoscono in silenzio i segreti dei giorni e delle notti.
Ma le vostre orecchie hanno sete del suono di questa conoscenza del cuore.Vorreste conoscere in parole ciò che avete da sempre conosciuto in pensiero.
Vorreste toccare con le dita il nudo corpo dei vostri sogni. Ed è bene che sia così.
La sorgente nascosta della vostra anima dovrà necessariamente scaturire ed effondersi sussurando verso il mare; E il tesoro delle vostre infinite profondità si rivelerà ai vostri occhi.
Ma fate che non siano le bilance a pesare un tale ignoto tesoro; E non ricercate le vostre profondità con l'asta e lo scandaglio. Poichè il vostro io è un mare illimitato e incommensurabile.
Non dite: "Ho trovato la verità", ma piuttosto, "Ho trovato una verità".
Non dite, "Ho trovato il sentiero dell'anima". Dite piuttosto, "Ho incontrato l'anima camminando sul mio sentiero". Poichè l'anima cammina sui sentieri di tutti.
L'anima non procede come una linea, nè cresce come una canna.
L'anima si svolge come un fiore di loto dagli innumerevoli petali.
Gibran
domenica 26 maggio 2013
Gioia e Dolore
Allora una donna disse: Parlaci della Gioia e del Dolore.
Ed egli rispose: La vostra gioia è il vostro dolore senza la maschera. E il pozzo da cui scaturisce il vostro riso fu spesso pieno delle vostre lacrime. E come potrebbe essere diversamente?
Quanto più penetra e scava il dolore dentro di voi, tanta più gioia potrete contenere.
La coppa che contiene il vostro vino non è la stessa coppa che fu bruciata nel forno del vasaio?
E non è il liuto che accarezza il vostro animo il legno stesso scavato dai vostri coltelli?
Quando siete gioiosi, guardate a fondo nel vostro cuore e vedrete che solo quello che vi ha dato dolore vi dà ora gioia.
Quando siete dolenti, guardate ancora nel vostro cuore, e vedrete che state in realtà piangendo per quello che vi ha dato diletto. Alcuni di voi dicono: " La gioia è più grande del dolore", e altri dicono, "No, il dolore è più grande".
Ma io vi dico che essi sono inseparabili.
Essi giungono insieme, e quando l'uno siede con voi alla vostra mensa, ricordate che l'altro dorme sul vostro letto. In verità, siete come bilance oscillanti tra il dolore e la gioia.
Soltanto quando siete svuotati, siete fermi e bilanciati.
Quando il tesoriere vi solleva per pesare l'oro e l'argento, necessariamente gioia o dolore dovranno alzarsi o ricadere.
Gibran
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