martedì 30 luglio 2013





Il tempo in cui sei è un tempo di grande cambiamento. E il cambiamento di cui parliamo è un cambiamento cosmico. Ed è una connessione con la coscienza dell'uomo e con le creazioni umane su grande scala.
I tempi sono cambiati e il tempo di riconoscerti come Essere Divino è arrivato. Punto.
Una volta che hai compreso, che a livello più elevato, la tua frequenza è Una con il tuo Creatore tutto sembra diverso. Una volta che hai compreso che la disponibilità di questa energia, che noi chiamiameremo il Cristo, è a tua disposizione, a disposizione di tutti, tutto cambia. Una volta che hai compreso che il Cristo è essenzialmente la vibrazione di Dio realizzato nell'uomo, e che essa può essere riconosciuta e risvegliata e resa manifesta, comincerai a credere che in questo mondo tutto è possibile. Ma capirai anche che la possibilità di essere tutto questo comincia dentro di te. Tu sei la certezza di questa azione. Sei tu che la scegli. Sei tu che la permetti e sei tu che credi possa essere vera.
A seconda di quanto ti allinei al'energia del Cristo, altrettanto ti allinei al tuo sè nella tua gloria. E una volta che questo è fatto, la tua frequenza si aggiusta a una vibrazione superiore in cui tutte le cose sono in risonanza con Dio. La missione di Cristo è sempre stata di risorgere nell'uomo. E questo è stato impedito da tante cose, e l'impedimento predominante a questa azione è stata la frequenza della paura, ma la paura che ha ingabbiato questo pianeta per così tanto tempo è stata rimossa. E la rimozione della paura che ingabbiava il pianeta e che agisce su ognuno di voi come un brutto nastro registrato se ne andrà, ma non senza avere un pò lottato.
Non è come cambiare pettinatura. Non è come cambiarsi l'abito, mettersi una tunica e andare in giro per far star meglio la gente. Essere il Cristo significa semplicemente essere te stesso in piena realizzazione del tuo potere come una parte di Dio in azione.

"In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio".

Questa è la legge. Tu sei il Verbo. Tu sei un aspetto di Dio che procede nella luce. Facendo questo viaggio, accedendo a questa conoscenza, la tua coscienza diventa Cristica, ascendi. Quando ascendi la tua frequenza vibrazionale si eleva e si allinea a nuovi modelli che non riescono a trattenere il vecchio e, mentre ascendi  il vecchio cade. Quando ascendi, cambia anche il paesaggio intorno. Come ci si sente a veder il mondo, a vedere il sè da una vibrazione più alta? E' decisamente diverso da quello che puoi immaginare. Comprendendo il tuo ruolo come un aspetto del Creatore, procedi rapidamente per portare a te i mandati scelti dalla tua anima. Quando sei nella scelta della tua anima, ottieni quello che è necessario per la tua realizzazione. Non può andare in nessun altro modo.
Il Verbo è la vibrazione di Dio in azione. Il Verbo è azione. Il Verbo è creazione. Quando ti diciamo "Io sono il Verbo", affermiamo di essere noi stessi il Creatore in azione. Quando tu affermi, "Io sono il Verbo, tu, con un comando, ancori in te il Sè Cristico e cominci a rendere questo manifesto nella forma.

da Io Sono Il Verbo di PAUL SELIG
da Io Sono Il Verbo di PAUL SELIG

da "Io Sono Il Verbo" di Paul Selig

da Io Sono Il Verbo di PAUL SELIG


Hay House, Inc.


domenica 7 luglio 2013

Io Sono il Verbo






Tutto vibra con una frequenza. Una frequenza è una frequenza. È la suddivisione molecolare del problema, per così dire.  Tuttavia, noi sappiamo di cosa stiamo parlando e se diciamo che è la base, noi semplicemente intendiamo che quando vibrate a una frequenza, quella è la frequenza a cui voi siete allineati e, quando siete allineati a una frequenza, attirate a voi quella frequenza. Cioè, quella è l’esperienza che avete di voi stessi e che anche gli altri hanno di voi. Quindi, il fatto che siate in frequenza non è difficile. La domanda, allora, sarà: quali frequenze sono a vostra disposizione e che cosa vogliono dire? Cioè, cosa vuol dire essere nel Cristo a una certa frequenza di tonalità? La tonalità implica risonanza e quando qualcosa risuona, quel qualcosa è in allineamento con se stesso e richiamerà a sè tonalità, frequenze, espressioni del Cristo che vibrano allo stesso livello. Dunque la frequenza cristica, è una frequenza superiore di cui molte persone si sono appropriate indebitamente, come se ne avessero avuto il diritto e ne hanno fatto le fondamenta cristiane di una religione, una religione a cui, sfortunatamente, nel corso del tempo si sono allineate persone con modalità errate. Ma, una volta che vai oltre la religione e capisci che il Cristo è una consapevolezza, è una frequenza, è un dono fatto all'uomo dal creatore a cui allinearsi, allora cominci ad avere un'esperienza molto diversa nel capire che sei. Non ci può essere nessun Cristo nell'uomo se l'uomo non si allinea al Cristo. E' lì, come in un silenzio, finchè non viene risvegliato e quando è risvegliato ha un'unico dovere e cioè di ricercare se stesso realizzandosi. Nessuno è senza il Cristo. Lui non ha tralasciato nessuno. Nella forma c'è un modo per accedere a questa frequenza.
Quando parliamo del Cristo, intendiamo il Cristo come una creazione del Sè Divino che dimora nell'uomo nella sua pienezza. Gesù è semplicemente una personificazione del Cristo, una manifestazione del Cristo in pienezza insieme a tanti altri che sono ascesi a quel livello di comprensione e di frequenza.

da Io Sono Il Verbo di PAUL SELIG

questo libro esorta ogni individuo ad innalzarsi ad un più alto livello di autostima e conoscenza di sè, promuovendo a sua volta un cambiamento radicale nella consapevolezza del pianeta.


Hay House, Inc.




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mercoledì 19 giugno 2013

Il Lavoro




Allora un contadino disse: Parlaci del Lavoro.

Ed egli rispose, dicendo; Voi lavorate per tenere il passo con la terra e con l'anima della terra.
Poichè essere oziosi è diventare stranieri alle stagioni, uscire dal corso della vita che procede con maestà e con fiera umiltà verso l'infinità.
Quando lavorate siete come un flauto che nel suo cuore volge in musica il sussurro del tempo.
Chi tra voi vorrebbe essere una canna muta e silenziosa quando ogni altra canta insieme all'unisono?
Vi è sempre stato detto che lavorare è una maledizione, la fatica una sventura. Ma io vi dico che quando lavorate voi portate a compimento una parte del sogno più remoto della terra, che vi fu data in sorte quando quel sogno stesso ebbe origine.
E nel sostenere voi stessi con la vostra fatica voi amate in verità la vita stessa, E amare la vita attraverso quella fatica è essere tutt'uno con il suo segreto più profondo.
Ma se voi dite, mentre penate, che nascere è un'afflizione e il peso della carne una maledizione scritta sulla vostra fronte, allora io vi rispondo che nulla tranne il sudore della vostra fronte laverà ciò che vi è scritto.
Vi è stato anche  detto che la vita è tenebre, e nella vostra stanchezza vi è l'eco di ciò che da tali uomini stanchi vi fu detto. Ed io vi dico che davvero la vita è tenebre se non vi è slancio, E ogni slancio è cieco se non vi è conoscenza, E ogni conoscenza è vana se non vi è un operare, E ogni operare è vuoto se non vi è amore; E quando operate con amore legate voi a voi stessi, e ad ogni altro, e a Dio.
E che cos è operare con amore?
E' tessere l'abito con i fili tirati dal vostro cuore, come se avesse ad indossarlo il vostro amato.
E' costruire una casa con amorevolezza, come se l'amato dovesse far dimora in quella casa.
E' spargere semi con tenerezza e raccogliere le messi con allegria, come se l'amato dovesse mangiarne il frutto.
E' soffiare il respiro del vostro animo su tutto ciò che forgiate,
E sapere che tutti i morti beati sono intorno a voi e vigilano su di voi.
Spesso vi ho udito dire, come se parlaste nel sonno: "Chi lavora col marmo e scopre nella pietra la forma della sua propria anima, è più nobile di colui che ara la terra. E chi afferra l'arcobaleno per distenderlo su una tela in un'effigie umana, è superiore a chi fabbrica sandali per i propri piedi".
Ma io vi dico: non è nel sonno ma è nella pienezza del meriggio che il vento parla non più dolcemente alle querce giganti che al più piccolo di tutti i fili d'erba; E che solo è grande chi volge la voce del vento in un canto reso più dolce dal suo proprio amore.
Operare è amore reso visibile. E se non riuscite ad operare con amore ma soltanto con disgusto, meglio sarebbe lasciare quel vostro lavoro e sedere alla porta del tempio e ricevere l'elemosina di coloro che operano con gioia. Poichè se cuocete il pane con indifferenza, cuocerete un pane amaro, che sfamerà solo a metà la fame dell'uomo. E se spremete l'uva controvoglia, il vostro malanimo distillerà veleno nel vino.
E se anche cantate come angeli, ma non amate il cantare, renderete sordo l'orecchio dell'uomo alle voci del giorno e alle voci della notte.

Gibran

Gibran



sabato 15 giugno 2013

Il Comprare e il Vendere






E un mercante disse: Parlaci del Comprare e del Vendere.
Ed egli rispose e disse:
La terra vi offre i  suoi frutti, e voi non patirete indigenza se solo saprete come riempirvene le mani.
E scambiandovi i doni  della terra che troverete abbondanza e sarete soddisfatti.
Ma se lo scambio non sarà con amore ed equanime giustizia, non condurrà che alcuni all'ingordigia ed altri alla fame.
Quando voi, lavoratori del mare e dei campi e delle vigne incontrate sulla piazza del mercato i tessitori, i vasai e i venditori di spezie, invocate allora che lo spirito supremo della terra intervenga tra voi a santificare bilance e calcolo, di modo che pesi e valori si corrispondano.
E non lasciate che chi ha mani sterili partecipi alle vostre transazioni, perchè costoro venderebbero le loro chiacchiere per la vostra fatica.
Dovreste dire a tali uomini: " Venite con noi nei campi, o recatevi con i nostri fratelli al mare a gettare la vostra rete: Poichè la terra e il mare saranno con voi generosi come con noi".
E se colà verranno i danzatori e i cantanti e i suonatori di flauto, ebbene, comprate pure i loro doni.
Poichè anch'essi sono raccoglitori di frutti e d'incenso, e ciò che essi vi recano, benchè fatto di sogni, è di ornamento e alimento alla vostra anima.
E prima di lasciare la piazza del mercato, badate a che nessuno vada via a mani vuote.
Poichè lo spirito supremo della terra non dormirà in pace nel vento finchè i bisogni dell'ultimo tra voi non siano soddisfatti.

Gibran





Gibran


Gibran


 






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